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Il centro storico della città, costeggiato a nord e ad est dal parco del Rio Turia (delimitato dal Bioparc València, un meraviglioso zoo con numerosi animali esotici, e dalla Città delle Arti e delle Scienze), sviluppa i suoi centri di attrazione intorno a quattro piazze principali: Plaça del Mercat, Plaça de la Reina, Plaça de la Virgen e Plaça de l’Ajuntament.

Amalfi e tutte le splendide cittadine della costa del suo territorio popolate, fortificate, ricche di palazzi sontuosi, ornati di affreschi, marmi, colonne, fontane, si avviavano a diventare modesti siti privi della ricchezza che veniva dal mare. Per loro fu giocoforza ritornare alle tradizionali occupazioni della pesca, dell’agricoltura, dell’artigianato.

Visto dall’ampio terrazzo a strapiombo sul mare de “I Due Fratelli”  di Vietri sul Mare, l’arco colorato del cielo sembra posare la base terrestre nel punto in cui è Atrani. Forse è solo illusione rifratta di mille goccioline iridate di pensieri e di sogni, che vogliono in quel pugno di case strette e sovrapposte l’una all’altra l’incontro con l’ambasciatore del bel tempo.

n alcuni suoi ricordi della Costiera, Eduardo De Filippo parlava delle lunghe “spase” di ziti che, prima di essere “incartati” nella tradizionale carta azzurra, venivano appesi lungo le canne e messi ad asciugare sulla stessa spiaggia ove una volta venivano costruite le navi mercantili della Repubblica Marinara d’Amalfi.

Sono sicuramente interessanti in altre zone della città il quartiere Belvedere ed il quartiere Hundertwasser. Quest’ultimo è un complesso di case popolari progettate in uno stile colorato e gioioso dall’architetto e artista Friedensreich Hundertwasser, nella parte est della città. Il primo è invece uno dei complessi museali più importanti dell’intera Austria, che accoglie al suo interno opere di rilievo internazionale come: quartiere Hundertwasser

Famosa per l’arsenale e il cantiere delle galere, Minori fu rivale “turistica” di Amalfi «per la sua pittoresca situazione, la sua spiaggia, le sue industrie, i suoi aranci». Qui i Dogi della Repubblica vi soggiornarono spesso e alcuni sono sepolti nella Cattedrale di Santa Trofimena.

Narrano le “historiae” che i romani erano ghiotti di “gaurum” una prelibata salsa di alici che facevano giungere da Cetara. Era quella che oggi chiamiamo la “colatura di alici” e che ancora serve a condire saporiti piatti di spaghetti.