“‘A Chiana” è un progetto promosso e realizzato da Linea d’Ombra Festival con Banca Campania Centro e Fondazione Cassa Rurale Battipaglia con l’obiettivo di produrre un documentario teaser sulla Piana del Sele.
L’idea venuta a Peppe D’Antonio, il direttore artistico Linea d’Ombra Festival; è stata sostenuta da Camillo Catarozzo presidente BCC Campania Centro.

Il docufilm racconta la storia della “Chiana” del Sele dal periodo “fascista”, allo sbarco degli “Alleati” durante la Seconda Guerra mondiale; dalla bonifica del territorio nel dopoguerra agli anni delle rivendicazioni operaie a Battipaglia; dalla riforma agraria alla nuova agricoltura 4.0; dall’urbanizzazione degli anni ’60 al nuovo turismo di massa degli anni ’70.

Il regista Andrea D’Ambrosio, un giovane di Roccadaspide; e l’attore protagonista Alberto Franco, già presente in alcune puntate TV della famosa Soap “Un posto al sole”, sono stati le colonne portanti del progetto e sono accompagnati anche da altre “comparse” testimoni diretti e indiretti di quanto accaduto negli anni che vanno dal 1930 al 1970 della nostra storia recente.
Il regista del Docufilm, Andrea D’Ambrosio, dedica “A Chiana” è un omaggio alla gente di questo territorio. Il film racconta storie di diritti negati e di lavoro anelato. Un mosaico di memoria che parte da Paola Zancani Montuoro e Umberto Zanotti Bianco, gli archeologi confinati a Paestum dal fascismo, che hanno lasciato il segno con le loro scoperte archeologiche; fino alle lotte contadine per “strappare” parte delle terre al latifondo e alle rivolte di Battipaglia per tentare di evitare la chiusura di fabbriche alla fine degli anni “60″ del secolo scorso.
Alberto Franco, che sulle strade della Magna Grecia ci ha vissuto da sempre, accompagna lo spettatore, passo dopo passo, in un mondo, ormai lontano, ma che si scruta con attenzione non si fa fatica a riconoscere, ancora oggi, gli aspetti essenziali delle radici dalle quali è cresciuto fino a diventare ciò che oggi è.
Il film è stato dedicato a due figli di Capaccio, Luigi Di Lascio e Lucia Panasci, che ci ha lasciato troppo presto. Il cinema, però, ha anche questo grande merito … serve anche a riportare in vita tra noi chi non c’è più. Gigino Di Lasco e Lucia Panasci sono solo due dei tanti testimoni del tempo in cui si coltivavano speranze di un futuro migliore per un territorio che aveva grandi potenzialità nei campi più svariati: agricoltura, turismo, caseario, archeologico, commercio, culturale, religioso … a loro mi fa piacere associare anche Sergio Vecchio che, di questa terra, è stato interprete inesauribile richiamandola in ogni sua opera artistica … le sue ceramiche troneggiano sulla parete della sala dove si è svolta la proiezione della biblioteca.
Il film, arricchito dalle immagini bellissime dell’Istituto Luce, è soprattutto un atto dovuto per non dimenticare chi siamo e da dove veniamo.
Pertanto la sala Erika, situata nella bella e funzionale biblioteca situata proprio a piazza Santini, e intitolata ad un altro gigante che ha speso il suo ingegno a Capaccio Paestum, era stracolma e molta gente ha assistito alla proiezione in piedi.
È giusto dare merito a Legambiente di Capaccio Paestum e al suo infaticabile presidente, Pasquale Longo, per aver organizzato l’evento e offerto questa occasione di incontro a tutti noi che vi abbiamo preso parte.