22 Settembre 2024 – XXV Domenica del Tempo Ordinario
Oggi, nel passo del Vangelo di Marco, leggiamo il secondo annuncio della passione. Gesù vuole preparare i discepoli alla realtà del suo sacrificio. La pagina è una ulteriore occasione di insegnamento sulla legge nuova dell’amore che si compirà attraverso la croce.
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Gli apostoli per timore non osano chiederGli spiegazioni, Gli prestano scarsa attenzione e preferiscono tacere. Stanno discutendo su chi sarebbe stato da considerare “il più grande nel Regno da ricostruire”, sono pronti a guadagnarsi un posto vantaggioso e onorevole al fianco di Gesù.
Nonostante lo seguissero da tempo, ascoltassero i suoi insegnamenti, avessero visto i suoi miracoli, erano ancora dell’idea che avrebbe instaurato un nuovo regno terreno. Il suo annuncio resta per loro solo un annuncio di morte. Non riescono a capire. La loro logica è diversa da quella divina. Gesù parlava di offerta di sé, di donazione totale, ma loro sono presi solo dall’ansia di raggiungere i posti migliori.
Gesù allora capovolge le loro prospettive: il primo nel suo regno è colui che nell’umiltà sa farsi servo di tutti specialmente dei piccoli, degli ultimi, dei dimenticati. Servire però non come uno schiavo ma come una persona libera che offre le sue capacità e le sue forze a favore di tutti quelli che hanno bisogno del suo aiuto.
Accompagna poi le sue parole con un gesto esemplificativo: abbraccia un bambino, come a difenderlo, e invita gli apostoli a fare altrettanto. Quanta tenerezza suscita il suo gesto! Capovolgendo i criteri del nostro comportamento umano, mette in risalto l’importanza del servizio agli uomini più deboli, più indifesi, un servizio fatto di poche pretese, di poche rivendicazioni, di poche parole, di maniche rimboccate, ma soprattutto con un atteggiamento di fondo, quello della semplicità e della disponibilità.
Ci esorta perciò ad accogliere i bambini nel suo nome, perché chi accoglie la semplicità, la tenerezza, la bontà, la spontaneità accoglie Dio stesso che si manifesta in questo modo.
Nell’abbraccio al bambino esprime anche l’affetto e la cura che Dio ha per l’umanità e come un bambino si affida ai grandi con la sua innocenza sincera, così anche noi dovremo sempre fidarci e affidarci a Dio.
Non è il successo il senso della vita. Farsi piccoli, accogliere i poveri, imparare dai piccoli, servire, significa veramente amare, creare speranza, manifestare umanità e fraternità.
Il passo del Vangelo ci vuole far notare la distanza di Gesù dai discepoli; nel nuovo mondo che Gesù instaura l’importanza di una persona non si misura dal suo potere, dal suo danaro, dal suo successo.
Sono passati più di 2000 anni e anche noi non abbiamo ancora capito che il messaggio di Gesù è un messaggio universale di salvezza basato sull’amore, sulla misericordia, sul servizio. Siamo ancora presi da giochi di potere, da privilegi da mantenere, dalla ricerca del successo e dell’imporci agli altri, tutti segni di una profonda incomprensione del messaggio cristiano. Se pensiamo alla nostra vita ci capita spesso di voler primeggiare e perciò se vogliamo provare ad essere veri cristiani dobbiamo combattere l’orgoglio, l’egoismo, il prestigio. Superiamo la convinzione che se non arrivi primo in qualcosa non sei nessuno! Non facciamo del bene e non diamo sfoggio delle nostre opere buone solo per essere considerati dagli altri. Non esiste vera grandezza se non nel servizio disinteressato e generoso ai fratelli.
Se pensiamo ad esempio alla partecipazione nella vita parrocchiale non limitiamoci ad invocare iniziative varie per i giovani, per le famiglie e poi non ci facciamo avanti adducendo impegni vari. Impegniamoci in concreto tutti cercando di costruire insieme un cammino di solidarietà, di fede, di carità. Saremo allora una comunità che reagisce alle tentazioni di chiusura, di isolamento, vivremo con gioia, come Gesù, a servizio vero.
Facciamoci ultimi per diventare primi. Facciamoci bambini, ricordandoci che il primo a farsi bambino è stato proprio Gesù e che “modello per noi cristiani rimane Maria, la quale accoglie Dio in un bambino e nel fare ciò è stata esaltata al di sopra di tutte le creature” dal libro Sulla liturgia della Parola di Luigi Rossi. Santa domenica in famiglia.