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Viviamo in anni di profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali. In un tempo segnato da instabilità, paure diffuse e ricerca di punti fermi, anche il panorama della classe dirigente spesso non offre esempi rassicuranti. Astuzia, arroganza, pretesa impunità e senso di superiorità sembrano talvolta prevalere sul servizio autentico al bene comune. Nella società dell’immagine, dominata da slogan e leadership effimere, cresce il successo di presunti “guru” ai quali si delega persino il compito di pensare.

Rassegna Stampa